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Kierkegaard

La filosofia di Søren Kierkegaard è centrata sull’individuo, sulla libertà e sull’angoscia. È considerato il padre dell’esistenzialismo perché mette al centro non le grandi teorie astratte, ma la vita concreta della singola persona, con le sue scelte, le sue paure e le sue responsabilità. Per Kierkegaard la verità non è qualcosa di oggettivo e distante, ma è soggettiva. Questo significa che la verità più importante non è quella scientifica o teorica, ma quella che riguarda il modo in cui ognuno vive e sceglie. Non conta solo sapere cos’è giusto, ma come io mi rapporto a quella verità nella mia vita. Un tema fondamentale è la scelta. L’uomo è libero e proprio per questo deve scegliere. Però scegliere significa anche assumersi la responsabilità e rinunciare ad altre possibilità. Da qui nasce l’angoscia: non è semplice paura di qualcosa di preciso, ma è il senso di vertigine davanti alle infinite possibilità della libertà. L’uomo capisce che può sbagliare, che può fallire, e questo lo met...
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Freud

  1. Vita e contesto storico Sigmund Freud nacque nel 1856 nell’attuale Repubblica Ceca e operò principalmente a Vienna. Visse in un periodo segnato dal positivismo scientifico e dalla fiducia nella ragione. Freud si formò come medico e neurologo, ma sviluppò un nuovo metodo di indagine della mente che diede origine alla psicoanalisi. Il suo pensiero rappresenta una svolta radicale nella comprensione dell’essere umano, perché mette in discussione l’idea che l’uomo sia pienamente razionale e padrone di se stesso. 2. La scoperta dell’inconscio La tesi fondamentale di Freud è l’esistenza dell’inconscio. Secondo lui, gran parte della vita psichica non è accessibile alla coscienza. Pensieri, desideri e impulsi rimossi continuano ad agire influenzando il comportamento. Nell’opera  “L’interpretazione dei sogni”  Freud sostiene che il sogno è la via privilegiata per accedere all’inconscio. I sogni non sono casuali, ma esprimono desideri inconsci in forma simbolica. Attrave...

Nietzsche

  1. Vita e contesto storico Friedrich Nietzsche nacque nel 1844 in Prussia e visse in un’epoca di profonde trasformazioni culturali. La fiducia nella religione tradizionale stava diminuendo, la scienza stava assumendo un ruolo dominante e l’Europa attraversava grandi cambiamenti politici e sociali. Nietzsche iniziò come filologo classico, ma si allontanò presto dall’accademia per dedicarsi interamente alla riflessione filosofica. Il suo pensiero nasce come critica radicale alla cultura occidentale, in particolare alla morale cristiana, alla metafisica e all’idea di verità assoluta. 2. La morte di Dio Nell’opera “La gaia scienza”  Nietzsche formula la celebre espressione “Dio è morto”. Questa frase non va intesa come una semplice dichiarazione atea. Essa significa che i valori supremi della tradizione occidentale hanno perso la loro forza. L’uomo moderno non crede più veramente in un fondamento trascendente dell’esistenza, ma continua a vivere come se quei valori fossero ...

Schopenhauer

Arthur Schopenhauer è uno dei filosofi più significativi dell’Ottocento e rappresenta una voce profondamente critica nei confronti dell’ottimismo razionalistico e dell’idealismo tedesco. La sua opera principale, Il mondo come volontà e rappresentazione, espone una visione della realtà radicalmente pessimistica, ma al tempo stesso coerente e originale, che unisce elementi della filosofia di Kant, della tradizione platonica e delle dottrine orientali. Il punto di partenza del pensiero di Schopenhauer è Kant. Egli accetta l’idea che l’uomo non possa conoscere la realtà in sé, ma solo i fenomeni, cioè il mondo così come appare attraverso le forme a priori della nostra conoscenza: spazio, tempo e causalità. Tuttavia, a differenza di Kant, Schopenhauer ritiene possibile rispondere alla domanda fondamentale su che cosa sia la “cosa in sé”. Secondo lui, la realtà ultima non è razionale né spirituale, ma è volontà. Il mondo, considerato dal punto di vista della conoscenza, è rappresentazione: t...

Marx

Karl Marx nasce a Treviri (Germania) nel 1818. Studia filosofia, diritto ed economia. In gioventù è influenzato da  Hegel  e poi da  Feuerbach , ma li supera entrambi. Marx parte dalla filosofia idealista tedesca, ma la  rovescia in senso materialista : non è la coscienza a creare il mondo, ma è  la vita materiale, economica e sociale  a determinare la coscienza. Materialismo storico: È il cuore della filosofia marxiana. Marx chiama “materialismo storico” la teoria secondo cui la  storia umana  è determinata dai  rapporti materiali di produzione , cioè dal modo in cui gli uomini producono i beni necessari per vivere. Schema: •Ogni società è formata da una  struttura economica (base)  e da una  sovrastruttura  (idee, religione, politica, morale, arte, diritto). • La base economica  determina la sovrastruttura. •Quando i rapporti di produzione diventano un ostacolo per lo sviluppo delle forze produttive, nasce un  ...