Karl Marx nasce a Treviri (Germania) nel 1818. Studia filosofia, diritto ed economia.
In gioventù è influenzato da Hegel e poi da Feuerbach, ma li supera entrambi.
Marx parte dalla filosofia idealista tedesca, ma la rovescia in senso materialista: non è la coscienza a creare il mondo, ma è la vita materiale, economica e sociale a determinare la coscienza.
Materialismo storico:
È il cuore della filosofia marxiana.
Marx chiama “materialismo storico” la teoria secondo cui la storia umana è determinata dai rapporti materiali di produzione, cioè dal modo in cui gli uomini producono i beni necessari per vivere.
Schema:
•Ogni società è formata da una struttura economica (base) e da una sovrastruttura (idee, religione, politica, morale, arte, diritto).
•La base economica determina la sovrastruttura.
•Quando i rapporti di produzione diventano un ostacolo per lo sviluppo delle forze produttive, nasce un conflitto di classe, che porta a un cambiamento storico (una rivoluzione).
La storia, quindi, è la storia della lotta di classe.
Critica dell’economia politica
Marx studia a fondo il capitalismo e lo analizza nel suo capolavoro:
Il Capitale (Das Kapital, 1867).
Principi fondamentali:
•Nel capitalismo, tutto diventa merce (anche il lavoro umano).
•Il valore di una merce dipende dal lavoro necessario per produrla → teoria del valore-lavoro.
•Il capitalista paga al lavoratore solo una parte del valore che produce.
La differenza tra il valore creato dal lavoratore e il salario che riceve è chiamata plusvalore (Mehrwert).
Il plusvalore è il profitto del capitalista e nasce dallo sfruttamento del lavoro.
Alienazione:
Marx riprende il concetto di alienazione da Feuerbach e Hegel, ma lo applica alla vita economica.
Nel sistema capitalistico, l’operaio è alienato perché:
1. Non possiede il prodotto del suo lavoro → appartiene al capitalista.
2. È separato dal processo produttivo → lavora come una macchina, senza libertà.
3. È alienato dalla propria essenza umana → il lavoro non è più creatività, ma fatica forzata.
4. È alienato dagli altri uomini → vede negli altri solo concorrenti, non compagni.
L’uomo diventa mezzo per il profitto, non fine di sé stesso.
Critica della religione e della filosofia:
Marx dice: “La religione è l’oppio dei popoli.”
Con ciò non intende solo criticare la religione, ma spiegare che essa nasce dalla sofferenza sociale e serve a consolare gli uomini, invece di liberarli.
Per superare la religione, bisogna cambiare la realtà materiale che la genera, non solo la coscienza.
Anche la filosofia tradizionale, secondo Marx, è astratta e inutile se non cambia il mondo.
Perciò scrive: “I filosofi hanno finora interpretato il mondo in diversi modi; si tratta ora di trasformarlo.”
La filosofia deve diventare prassi, cioè azione politica e sociale.
Rivoluzione e comunismo:
Per Marx, la storia tende verso una rivoluzione proletaria.
Quando i lavoratori prenderanno coscienza della loro condizione di sfruttati, si uniranno e rovesceranno il sistema capitalistico.
1. Rivoluzione proletaria → abbattimento del potere borghese.
2. Dittatura del proletariato → fase di transizione, in cui il potere serve a eliminare le disuguaglianze.
3. Società comunista → fine delle classi sociali, proprietà collettiva dei mezzi di produzione, libertà e uguaglianza reali.
In questa società:
•Non ci sarà più sfruttamento.
•Il lavoro sarà attività libera e creativa.
•L’uomo potrà realizzare pienamente se stesso.
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