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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Weber

  La filosofia di Max Weber ruota attorno alla comprensione della società moderna e dei processi che l’hanno resa ciò che è oggi.Weber non costruisce un sistema filosofico tradizionale, ma sviluppa una teoria della società che unisce sociologia, storia ed elementi di filosofia della scienza.Secondo Weber, per studiare i fenomeni sociali non basta osservarli dall’esterno come accade nelle scienze naturali: bisogna anche comprenderne il significato interno, cioè il senso che le persone attribuiscono alle proprie azioni.Questo approccio è chiamato Verstehen , e implica che ogni comportamento umano abbia una motivazione comprensibile, anche quando non è completamente razionale.Un punto centrale del suo pensiero è la distinzione tra diversi tipi di azione sociale.Le persone possono agire in modo razionale rispetto a uno scopo, quando scelgono i mezzi più efficaci per raggiungere un fine; possono agire in base a valori, cioè seguendo principi etici o religiosi indipendentemente dal risul...

Camus

La filosofia di Albert Camus (1913–1960) è spesso associata all’esistenzialismo, ma in realtà lui stesso rifiutava questa etichetta. Il centro del suo pensiero è il concetto di assurdo . L’assurdo Per Camus, l’assurdo nasce dallo scontro tra: il bisogno umano di trovare senso, ordine e significato, e un mondo che invece è indifferente e privo di senso. Non è il mondo da solo a essere assurdo, né l’uomo: è il loro rapporto. Questa idea è sviluppata soprattutto nel suo saggio Il mito di Sisifo. Il problema del suicidio Camus parte da una domanda radicale: se la vita non ha senso, vale la pena viverla? Rifiuta il suicidio: non è una soluzione, è una fuga dall’assurdo. La rivolta La risposta di Camus è la rivolta : accettare l’assurdo senza illusioni, ma continuare a vivere e agire. L’uomo assurdo non cerca consolazioni (religiose o metafisiche), ma vive pienamente, con lucidità. Il mito di Sisifo Camus usa il mito greco di Sisifo (condannato a spingere un masso per l’eternità) c...

Sartre

  La filosofia di Jean-Paul Sartre (1905–1980) è uno dei punti centrali dell’ esistenzialismo , e mette al centro la libertà e la responsabilità dell’essere umano. “L’esistenza precede l’essenza” L’idea più famosa di Sartre è che: l’esistenza precede l’essenza . Significa che: l’uomo prima esiste (si trova nel mondo), e solo dopo costruisce ciò che è attraverso le sue scelte. A differenza degli oggetti (che hanno uno scopo già definito), l’essere umano non ha una natura prestabilita. Libertà radicale Per Sartre, l’uomo è condannato a essere libero : non possiamo evitare di scegliere, anche non scegliere è una scelta. Questa libertà è totale, ma comporta una grande responsabilità: siamo responsabili non solo di noi stessi, ma anche dell’immagine di uomo che proponiamo agli altri. Angoscia, abbandono, responsabilità La libertà porta con sé alcune esperienze fondamentali: angoscia : nasce dalla consapevolezza di essere totalmente responsabili; abbandono : non esi...

Heidegger

  La filosofia di Martin Heidegger (1889–1976) è una delle più influenti e complesse del Novecento. Parte dalla fenomenologia di Edmund Husserl, ma la trasforma radicalmente: invece di concentrarsi solo sulla coscienza, Heidegger mette al centro il problema dell’ essere . La domanda sull’essere Secondo Heidegger, la filosofia occidentale ha dimenticato la domanda fondamentale: che cosa significa “essere”? Non si tratta di studiare i singoli enti (le cose), ma il senso del loro essere. L’esserci (Dasein) Per affrontare questa domanda, Heidegger analizza l’uomo, che chiama Dasein (in tedesco “esserci”). Il Dasein è l’essere umano in quanto esiste nel mondo. Non è un soggetto isolato: è sempre essere-nel-mondo . Questo significa che non siamo spettatori distaccati, ma già coinvolti nella realtà. Essere-nel-mondo L’uomo vive sempre in relazione con: oggetti (strumenti, cose), altri (gli altri esseri umani), situazioni concrete. La nostra esperienza è pratica prima c...

Husserl

  La filosofia di Edmund Husserl (1859–1938) è il punto di partenza della fenomenologia , un metodo che mira a descrivere rigorosamente l’esperienza così come si presenta alla coscienza. Il ritorno “alle cose stesse” Husserl propone di abbandonare le teorie astratte e le spiegazioni scientifiche già date per tornare all’esperienza immediata. Il suo motto è proprio: “alle cose stesse” . Questo significa studiare: come gli oggetti appaiono alla coscienza, non come esistono indipendentemente da essa. L’intenzionalità della coscienza Un concetto fondamentale è quello di intenzionalità : la coscienza è sempre “coscienza di qualcosa”. Non esiste una coscienza vuota. Ogni atto mentale (percepire, ricordare, immaginare) è sempre rivolto a un oggetto. Questo lega strettamente soggetto e mondo. L’epoché e la riduzione fenomenologica Per analizzare l’esperienza pura, Husserl introduce l’ epoché (sospensione del giudizio): si “mette tra parentesi” l’esistenz...