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Husserl


 La filosofia di Edmund Husserl (1859–1938) è il punto di partenza della fenomenologia, un metodo che mira a descrivere rigorosamente l’esperienza così come si presenta alla coscienza.


Il ritorno “alle cose stesse”


Husserl propone di abbandonare le teorie astratte e le spiegazioni scientifiche già date per tornare all’esperienza immediata. Il suo motto è proprio: “alle cose stesse”.


Questo significa studiare:


  • come gli oggetti appaiono alla coscienza,
  • non come esistono indipendentemente da essa.


L’intenzionalità della coscienza


Un concetto fondamentale è quello di intenzionalità:

la coscienza è sempre “coscienza di qualcosa”.


  • Non esiste una coscienza vuota.
  • Ogni atto mentale (percepire, ricordare, immaginare) è sempre rivolto a un oggetto.


Questo lega strettamente soggetto e mondo.


L’epoché e la riduzione fenomenologica


Per analizzare l’esperienza pura, Husserl introduce l’epoché (sospensione del giudizio):


  • si “mette tra parentesi” l’esistenza del mondo esterno,
  • non si nega che esista, ma si smette di darlo per scontato.


In questo modo si può studiare come il mondo appare alla coscienza.


Da qui nasce la riduzione fenomenologica, che porta a isolare la coscienza pura e le sue strutture.


Le essenze (eidetica)


Husserl non si limita ai singoli casi, ma cerca le essenze (strutture universali dell’esperienza).


Per esempio:


  • non questa singola percezione,
  • ma la struttura generale del “percepire”.


Il tempo e la coscienza interna


Husserl analizza anche il tempo, in modo diverso da Henri Bergson.


Per lui:


  • la coscienza del tempo è strutturata in ritenzione (passato immediato),
  • presenza (ora),
  • protensione (anticipazione del futuro).


Questo spiega come percepiamo continuità, ad esempio in una melodia.


Il mondo della vita (Lebenswelt)


Nelle opere più mature, Husserl introduce il concetto di Lebenswelt (mondo della vita):


  • è il mondo dell’esperienza quotidiana,
  • precedente alla scienza e alle sue astrazioni.


La scienza, secondo Husserl, si è allontanata da questo mondo originario.


Importanza


La fenomenologia di Husserl ha influenzato profondamente molti filosofi del Novecento, tra cui:


  • Martin Heidegger
  • Jean-Paul Sartre
  • Maurice Merleau-Ponty

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